Translate

sabato 24 novembre 2007

Strage di Ombrelli

E finalmente è arrivato l'inverno, con l'effetto collaterale di un improvviso aumento della produzione di rifiuti della città: centinaia di ombrelli ed ombrellini distrutti dalle folate di vento e che ora mestamente spuntano dai cestini dei rifiuti, dove i loro bagnati padroni li hanno diligentemente riposti per l'avvio alla loro ultima dimora.
Riflessioni:
a) oggi più di ieri un ombrellaio avrebbe (teoricamente) opportunità di lavoro
b) siamo veramente così ricchi da buttare via un pò di euro, ogni volta che piove, per acquistare ombrellini usa e getta?
c) non sarà che tutta l'energia che impieghiamo per avere un clima artificiale nelle nostre case, nei nostri uffici, nelle nostre automobili ci ha fatto perdere le nozioni necessarie per affrontare senza problemi il mal tempo?

Consigli:
-Compratevi un ombrello vero, bello robusto, di tela spessa e portatevelo dietro tutte le volte che le previsioni del tempo minacciano pioggia.
- Riscoprite anche impermeabili, cerate, scarpe da pioggia
- Allenatevi a chiudere l'ombrello quando arrivano le folate di vento, gli allungherete la vita e non vi bagnerete di più ( col vento non c'è ombrello che tenga, la pioggia arriva quasi orizzontale)

Postato da: federico46 a 06:45 | link | commenti (2)
ambiente e società, rifiuti zero


Commenti:
#1  23 Novembre 2007 - 12:13
 
Si parte da piccoli gesti per arrivare sempre a grandi risultati.

ciao
Utente: sacchett Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sacchett
#2  26 Novembre 2007 - 21:05
 
...parole sante!!!
Per chi non vuole avere un potenziale "fastidio" come l'ombrello, suggerisco le splendide mantelline che si indossano durante le escursioni e i trekking in montagna. Utilissime anche in ambiente...urbano.
Provare per credere!
David
Utente: tritoneOV Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tritoneOV

giovedì 22 novembre 2007

Eolico in Tilt

Una fattoria eolica è la "location" di uno spot pubblicitario della Citroen , dove cinque uomini travestiti da stella invitano a comprare una C4 Picasso.
Se osservate con attenzione lo spot, noterete che almeno due generatori eolici sono fermi, mentre le pale di tutti gli altri ruotano allegramente.
Una scena simile l'ho vista dal vero sul nostro Appennino e vi posso garantire che mentre tutte quelle pale che ruotano fanno allegria, un mulino a vento azzoppato non è un bel vedere.
Domande: oggi in Italia quanti impianti eolici sono fermi? C'è qualcuno che si preoccupa della loro manutenzione?
Salire fino in cima a questi giganti di 50 metri ed oltre , per fare manutenzione ordinaria, deve essere una impresa.
Ma cosa succede quanto c'è da sostituire un rotore o una pala danneggiata?
Ho l'impressione che i costi, in questo caso, siano proibitivi e che si preferisca lasciare arrugginire i mulini a vento fuori uso.
Temo che sia proprio così!
Forse non sapete che tutti i mulini a vento realizzati in Italia, sono una specie di tassa messa a carico dei produttori di elettricità.
Infatti la legge prescrive che chi produce elettricità deve garantire che almeno il due per cento di questa elettricità sia da fonte rinnovabile.
Questo significa che la costruzione di un grande impianto termoelettrico a combustibili fossili da 1000 megawatt è subordinata alla realizzazione di un impiantino da 20 megawatt alimentato da energia rinnovabile.
Il problema è che il gestore fa grandi affari con l'elettricità prodotta dal grande impianto a carbone o a gas, non certamente con la fattoria eolica che è stato costretto a realizzare.
E una volta che il mega-impianto ad energia fossile è partito, voglio vedere chi gli ritira la licenza se i mulini a vento vanno in tilt.
La convenienza a tenere fermi gli impianti eolici guasti, deriva anche da un'altra anomalia, quella dei Certificati Verdi, un meccanismo che sulla carta dovrebbe promuovere le fonti energetiche rinnovabili ma che in realtà sta provocando danni e sprechi.
Grazie ai Certificati Verdi, l'elettricità prodotta da fonti di energia rinnovabile viene pagata ( con il rincaro delle bollette della luce) tre volte di più del costo dell'elettricità da fonte fossile.
Per questo motivo, chi realizza un parco eolico non si preoccupa più di tanto di farlo nel posto più ventoso e può anche permettersi che qualche aereogeneratore resti fermo in caso di gravi guasti: il suo guadagno è comunque garantito.


Postato da: federico46 a 18:03 | link | commenti (3)
energia, ambiente e società


Commenti:
#1  09 Dicembre 2007 - 18:34
 
molti contratti prevedono le royalty a partire dalla piena funzionalità dell'impianto... se una pala non gira, l'impianto non è pienamente fubzionale...
Utente: ecoritmi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. ecoritmi
#2  09 Dicembre 2007 - 19:43
 
E' possibile conoscere in maggior dettaglio le voci dei contratti che citi?
Intanto segnalo che in una nuova pubblicità a favore di una lavatrice che per sottolineare i sui risparmi di energia ricorre all'immagine di un parco eolico: su una decina di torri visibili, due sono ferme.
Esistono statistiche su questo problema: delle torri eoliche costruite in Italia quante sono ferme ?
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  10 Dicembre 2007 - 14:51
 
mi spiace ma non ho dati. quella che ho indicato è "una pulce nell'orecchio"... ma mi sa che qui siamo in un sacco di pulci!
Utente: ecoritmi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. ecoritmi

venerdì 16 novembre 2007

Fotovoltaico da Record

A Brandis, nell'Est della Germania è entrata in funzione il più grande impianto fotovoltaico al mondo.
Attualmente l'impianto ha una potenza di picco di 6 milioni di watt che diventeranno 40 milioni di watt nel 2009, quando l'intero impianto sarà realizzato.

http://www.juwi.de/international/information/press/PR_Solar_Power_Plant_Brandis_2007_02_eng.pdf

Il campo fotovoltaico si estende su 400.000 metri quadrati ed utilizza la superficie di un aeroporto militare dismesso e ha richiesto un investimento di 130 milioni di euro.

A regime, l'impianto produrrà annualmente 40 milioni di kilowattore e dopo un solo anno di funzionamento avrà recuperato tutta l'energia necessaria per la sua realizzazione.

L'obiettivo della JUWI, la società tedesca che lo ha realizzato, è quello di rendere competitiva l'energia fotovoltaica entro pochi anni e in tal modo dare l'autosufficienza energetica alle abitazioni che installano tetti fotovoltaici.

Nel frattempo a Monfalcone è stato inaugurato il più grande impianto fotovoltaico installato ad uso industriale da una azienda privata.
L'impianto è collocato sul tetto della Società Bulloneria Europea (SBE) e ha una superficie di 8.200 metri quadrati, con una potenza elettrica di picco di 500 chilowatt. L'energia elettrica prodotta con il Sole corrisponde al 10% dei consumi elettrici dell'azienda, che produce annualmente 55 mila tonnellate di viti e bulloni.
Questa scelta fa parte della strategia "verde" dell'azienda che recupera gli oli minerali esausti e rigenera l'acido solforico utilizzato nei suoi cicli produttivi producendo anche solfato di ferro, sottoprodotto della pulizia con acido dei bulloni , che viene venduto al mercato floro-vivaistico.
Positivo per l'ambiente anche un impianto di cogenerazione a metano per 2,5 megawatt.
Unico neo per la SBE il progetto di realizzare una centrale termoelettrica alimentata ad olio vegetale. Temiamo che si tratti di olio di palma importata dall'Indonesia, frutto avvelenato degli incentivi (Certificati Verdi) dati a scatola chiusa a chi produce elettricità bruciando "biomasse". Vedi Post del 30 Agosto 2007.

mercoledì 14 novembre 2007

Abbasso l'Umidità

ABBASSO L'UMIDITA'.

Se avete sperimentato il disagio di dover stare a lungo con le scarpe e i calzini bagnati dovreste aver chiaro il motivo per cui non è una bella notizia scoprire macchie di umidità sui muri.
Un muro bagnato disperde molto più calore di un muro asciutto, un danno certo per il vostro portafoglio; ma se le macchie di umidità si ricoprono di una patina nera cominciate a preoccuparvi seriamente: a rischio non c'è solo il vostro portafoglio ma anche la vostra salute. Quelle macchie sono il sintomo che In case vostra state ospitando colonie di muffe che prosperano sui muri umidi e che liberano nell'aria spore e sostanze chimiche che all'olfatto fanno percepire uno sgradevole odore di chiuso, ma possono scatenare anche allergie e asma.
Anche in questo caso, per combattere con efficacia l'umidità, la migliore arma è la prevenzione e per realizzarla è importante capire cosa è successo.
L'umidità sui muri ha diverse cause.
Perdita dell'impianto idraulico; infiltrazioni da tetti, terrazze, muri in pietra a vista; grondaie otturate. Questi sono gli eventi più facili da diagnosticare e da risolvere.
Se l'umidità interessa la parte semi interrata dei muri portanti, e procede dal basso verso l'alto, molto probabilmente la causa è una risalita di acqua per capillarità dalle fondamenta e in questo caso è meglio sentire al più presto una ditta specializzata a cui affidare diagnosi e cura.
Spesso, causa del disastro ambientale sono vostre scelte incaute, quale quella di spostare il vano cucina in un altro locale senza canna fumaria.
Prima di dare i consigli per rimediare al guasto, un poco di fisica elementare.
A temperatura ambiente l'acqua è presente sia allo stato liquido che a quello di vapore. La quantità massima di acqua allo stato di vapore che può essere presente in un determinato volume di aria dipende dalla temperatura dell'aria stessa.
Se l'aria è calda, la quantità di vapore acqueo può essere molto elevata, tuttavia se l'aria si raffredda, ad una determinata temperatura ( detta punto di rugiada) una parte del vapore acqueo passa alla forma liquida. Questo passaggio dell'acqua, da vapore a liquido, in base alla temperatura dell'aria, è la spiegazione della formazione invernali delle nebbie (micro-gocce di acqua in sospensione), della presenza di rugiada sul terreno di primo mattino, dei vetri del bagno che si appannano quando fate la doccia.
Nelle nostre case i locali dove è presente una maggiore quantità di vapore acqueo sono il bagno, la cucina e le stanze dove ci sono numerose persone ( con il nostro respiro emettiamo vapor acqueo).
Il vapore acqueo prodotto in casa naturalmente diffonde attraverso i muri (i muri devono essere traspiranti) e come sapete la temperatura dei muri decresce dall'interno verso l'esterno. Se la temperatura esterna è particolarmente bassa e se i muri di casa vostra non sono ben isolati (ricordate i punti freddi?) è possibile che la temperatura corrispondente a quella del punto di rugiada si registri all'interno del vostro muro. In questo caso è proprio all'interno del vostro muro che il vapore acqueo prodotto in casa passa allo stato liquido, bagna i muri, disperde il calore e diventa il substrato ideale per muffe e funghi.
Il rimedio?
Evitare che la concentrazione dell'umidità nella vostra abitazione raggiunga valori elevati.
Se avete fatto la sciocchezza di eliminare la canna fumaria che disperdeva fumi e vapori, potete rimediare aumentando il ricambio d'aria del locale a rischio di umidità. Questo obiettivo si può raggiungere con finestre con apertura a vasistas, utilizzate per circa mezz'ora dopo aver fatto la doccia o dopo aver cucinato.
Un rimedio può essere anche quello di inserire una ventola sulla parte alta del vetro della finestra più vicina alla fonte di vapore che si attivi automaticamente per espellere l'aria umida quando l'umidità supera un valore prefissato.
Solo dopo che avete eliminato la causa delle macchie di umidità potete pensare a togliere l'intonaco ammuffito e utiizzare le vernici traspiranti e anticondensa di cui abbiamo parlato nella precedente lezione.

Postato da: federico46 a 14:21 | link | commenti
energia, economia domestica

martedì, 13 novembre 2007
Economia Domestica 8
IL BIANCO CHE ISOLA

Casina vostra ha bisogno di una mano di bianco?
Ecco l'occasione per aumentare, anche se di poco, l'isolamento termico della vostra abitazione in breve tempo e con una spesa contenuta.
Il segreto è scegliere la vernice adatta.
Per esperienza personale, il mio consiglio è di dare su tutte le pareti di casa (soffitto compreso) due belle mani di Casa Viva Anticondensa, un prodotto Brignola*.
Il segreto di questa vernice sono microsfere cave in vetro che funzionano, come abbiamo già visto, come un ottimo isolante termico.
Poiché lo spessore di vernice che si mette sulle pareti è necessariamente piccolo, non aspettatevi miracoli; ovviamente questo intervento non sostituisce un isolamento termico fatto a regola d'arte.
Comunque mi sono convinto a dare Casa Viva su tutte le pareti fredde di casa mia, in base al test che mi ha fatto fare il mio fornitore: mettere una mano su due lastre di ardesia, di cui una verniciata con Casa Viva e l'altra con una normale vernice da parete.
La lastra trattata con una normale vernice era sensibilmente più fredda dell'altra!
Questo significa che Casa Viva effettivamente rallenta il passaggio di calore dalla mano calda alla lastra fredda, a temperatura ambiente; proprio quello che ci si aspetta da un isolante termico.
Un'altra interessante caratteristica di Casa Viva Anticondensa è la capacità di ridurre drasticamente l'umidità dei muri, un problema che analizzeremo nel prossimo capitolo di questo Corso.
Avvertenza: Casa Viva costa di più della normale vernice, ma come dice mia mamma, avendolo imparato dalla nonna: " Chi più spende meno spende".
In questo caso il maggior costo nella applicazione verrà coperto dai minori costi di riscaldamento (e raffreddamento) negli anni a venire, anno dopo anno (quanti ne possono passare fino al prossimo rifacimento dell'intonaco di casa vostra).

* Questo consiglio è esente da personali conflitti di interesse.

martedì 13 novembre 2007

I Fanghi di Ardesia da Problema a Risorsa

In Liguria, l'attività di estrazione e lavorazione dell'ardesia condotta nella Val Fontanabuona, alle spalle di Lavagna, è una importante fonte di reddito, ma ogni anno si lascia alle spalle una pesante eredità: 7.000 tonnellate di fanghi, 28.000 tonnellate di scarti di lavorazione e 58.000 tonnellate di scarti di cava.
Particolarmente pericolosi per l'ambiente sono i fanghi, in grado di far sparire per soffocamento, ogni forma di vita dai ruscelli in cui fossero versati.
Da tempo le aziende si sono messe i regola e l'ambiente è salvaguardato, ma oggi le stesse aziende devono fronteggiare la carenza di discariche e i costi crescenti dei trattamenti per lo smaltimento.
Per fortuna ci sono bravi chimici (Università di Genova e Sassari) che hanno studiato il problema e non solo lo hanno risolto, ma grazie ai loro studi quello che era un costo potrebbe diventare fonte di nuovi guadagni, senza impatti negativi per l'ambiente e la salute.
L'idea vincente è stata quella di utilizzare fanghi e scarti di ardesia sminuzzati a circa un millimetro di diametro e mescolarli ad un legante polimerico. In questo modo, senza solventi e con bassi consumi energetici in pochi minuti si riescono ad ottenere manufatti ( al momento lastre e masselli) esteticamente molto simili all'ardesia, e con ottime caratteristiche meccaniche, resistenza alle macchie e ad agenti chimici e con un' alta impermeabilità all'acqua.
I primi bilanci economici segnalano che questo trattamento è remunerativo.
Pertanto ci sono tutte le condizioni perché la lavorazione dell'ardesia possa diventare un'attività a "Rifiuti Zero".

sabato 3 novembre 2007

Punti Freddi

Continua la caccia ai punti freddi.
Rincuorato dagli apprezzamenti dei miei quattro (cinque?) fedeli lettori continuamo la caccia ai punti più freddi di casa nostra, quelli da cui, come abbiamo ben capito, fugge a gran velocità una bella fetta degli Euro che ci tocca spendere per le bollette del riscaldamento.
Purtroppo in ogni casa ci sono numerosi punti con queste caratteristiche: i vani finestra.
Proprio qui, inevitabilmente (almeno in parte), si trovano le più sottili superfici che separano il calduccio della vostra cameretta preferita dal freddo mondo esterno. E, come abbiamo capito, questa caratteristica non è un punto a favore del risparmio energetico.
Comunque non disperate, scienza e tecnologia, se ben usate, riescono a fare piccoli miracoli come vedremo meglio in un prossimo post dove sveleremo i trucchi da adottare con le superfici vetrate, che in questo modo possono diventare una fonte gratuita di energia rinnovabile anche in pieno inverno.
Adesso focalizzeremo la nostra attenzione su uno dei luoghi maggiormente responsabile di sprechi: la parete sotto finestra.
A proposito, tra di voi c'è qualcuno che mi può spiegare per quale motivo sensato, nella maggior parte dei casi, lo spessore della parete sotto una finestra è molto più sottile della parete in cui è stato ricavato il vano finestra?
Nel passato, con mura portanti spesse anche più di un metro, questa scelta aveva anche una funzione ben precisa e finalizzata proprio al risparmio energetico: nel vano sottofinestra, alla minore distanza dalla superfice vetrata si ricavava uno spazio in cui sedersi per sfruttare il più a lungo possibile la luce naturale e portare avanti lavori quotidiani vitali per l'economia domestica di quei tempi quali ricamo, cucito, lavori all'uncinetto, ma anche leggere e scrivere.
La prossima volta che visiterete un palazzo medioevale o rinascimentale fate attenzione all'organizzazione dei vani sottofinestra: è altamente probabile che qui, ai due lati del vano troverete altrettante sedute in pietra e già che ci siete, verificate sperimentalmente quanto vi ho detto. Sedetevi e provate a leggere alla luce naturale la vostra guida. Questo esperimento funziona al meglio d'inverno e sul far della sera e già che che ci siete, verificare quale è l'orientamentamento dei vani finestra con seduta.
Scommettiamo che la maggior parte guarda a Sud?


Postato da: federico46 a 13:59 | link | commenti (3)
economia domestica


Commenti:
#1  04 Novembre 2007 - 14:47
 
In casa mia ho i termosifoni incassati nel sottofinestra, sono convinto rappresentino dei veri e propri BUCHI termini, senza poi considerare che comunicano con l'esterno tramite il piano di marmo sulla parte superiore.

Con 2 euro, ho provveduto ad un isolamento di massima, come ho fatto ?

Ho acquistato due di quei fogli termici argentati che si usano per schermare i parabrezza delle auto al sole, ho pensato, se non fanno entrare le radiazioni termiche all'interno della vettura, forse sono buoni anche per coibentare gli interni. In effetti sono due fogli sottili con una intercapedine di aria.

Ho tagliato i pannelli sagomandoli in maniera tale da infolarli DIETRO i termosifoni, avendo cura di coprire anche la parte superiore che in questo modo convoglia l'aria senza toccare il piano di marmo.

Non vi saprei dire dell'efficienza, ma confido che questo inverno mi facciano risparmiare ben oltre i 4 euri che li ho pagati, e con i quali ho schermato 4 termosifoni incassati da parete. Caro federico valerio, può verificare la mia teoria e farci un bel post ? Saluti.. Paolo Marani, MIZ Cesena
utente anonimo
#2  04 Novembre 2007 - 15:06
 
Caro Paolo ottimo.
La tua soluzione mi sembra perfetta e da raccomandare
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  10 Novembre 2007 - 14:52
 
Ottima soluzione che... provvedo a copiare subito-subito!!!
Complimentissimi per il blog e i consigli!!!
David
Utente: tritoneOV Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tritoneOV

venerdì 2 novembre 2007

Calore Riflesso

Perchè i vigili del fuoco che operano negli aeroporti indossano tute argentate?
La spiegazione è che un oggetto caldo (in questo caso un aereo in fiamme) emette energia termica sotto forma di luce. Una superficie a specchio riflette questa luce e il calore ad essa associato; pertanto così protetto il vigile si può avvicinare incolume anche a roghi molto intensi.
La luce che emettono corpi caldi a temperatura ambiente non è visibile ad occhio umano ma è visibile agli occhi di un serpente a sonagli che sono sensibili a questo tipo di radiazione luminosa, definiti raggi infrarossi.
Pertanto un serpente a sonagli al buio vede bene un topolino vivo che , in quanto caldo, emette radiazioni infrarosse ma non è in grado di accorgersi della presenza un topino morto e freddo.
Anche termosifoni, stufe, caminetti, una volta accesi, emettono energia sotto forma di radiazioni infrarosse che si comportano con le stesse regole della luce.
Lasciare libero alla vista un corpo riscaldante è quindi importante per sfruttare al meglio la sua capacità di trasportare a distanza il calore, per irraggiamento.
Questa è la spiegazione del consiglio di non ostruire alla vista i caloriferi e di sistemare un pannello argentato sulla parete a cui sono appoggiati.
Se una superficie lucida e argentata respinge il calore quale è il colore di un oggetto che favorisce l'assorbimento delle radiazioni infrarosse e della luce visibile e quindi ne facilita il riscaldamento?

Postato da: federico46 a 12:07 | link | commenti (4)
energia, economia domestica


Commenti:
#1  09 Novembre 2007 - 16:52
 
Direi che il contributo dato dalla convezione sia largamente preponderante rispetto all'irraggiamento, in quanto l'irraggiamento in ogni caso permette di trasferire calore solamente se l'oggetto è "in vista" rispetto all'osservatore, invece è evidente come il calore di un calorifero si propaghi (se ben dimensionato) in tutti gli angoli della stanza. Piuttosto, l'idea oscena di coprire i termosifoni con quelle cuffiette tanto estetiche, è deleteria proprio per la convezione, infatti bloccano il flusso dell'aria ascensionale. Tale aria, surriscaldata e frenata, vorrebbe salire verso l'alto ma non può, evitando di richiamare altra aria fredda sotto. Il pannello, a mio parere, serve per evitare di scaldare eccessivamente il muro. E' noto infatti che lo scambio di calore con l'esterno è tanto più efficiente quanto è alta la differenza di temperatura, pertanto conviene avere i muri esterni FREDDI ma l'interno CALDO. Inoltre, ho l'impressione empirica che facendo rimbalzare tramite uno specchio termico dietro il termosifone, i raggi infrarossi, questi ritornano a colpire di rimbalzo il calorifero, che pertanto mantiene più alta la propria temperatura e migliora l'efficienza... Avete presente che le lampade alogene nel retro hanno tutte uno specchio argentato ?? Teoria balzana ? Boh, non sono un superfisico alla Rubbia ma l'idea ha secondo me una parvenza scientifica.

Paolo Marani
utente anonimo
#2  10 Novembre 2007 - 08:18
 
I CALORIFERI RISCALDANO L'AMBIENTE ANCHE PER IRRAGGIAMENTO CHE AVVIENE A 360 GRADI A PARTIRE DA CIASCUN CALORIFERO.
OVVIAMENTE LA QUANTITA' DI CALORE CHE ARRIVA PER IRRAGGIAMENTO SU UNA DETERMINATA SUPERFICIE DIMINUISCE CON LA DISTANZA DAL CALORIFERO.
ECCO LE TEMPERATURE CHE HO REGISTRATO STAMANI CON UN TERMOMETRO A RAGGI INFRAROSSI
A DISTANZA CRESCENTE DA UN CALORIFERO:
5 CENTIMETRI 47 GRADI C°
1 METRO 35 C°
2 METRI 28 C°
3 METRI 24 C°

LA MISURA DELLA TEMPERATURA DI UNA PARETE NELLA STESSA STANZA ( SENZA CALORIFERO) SEGNALAVA 19 GRADI C°.
IN CONCLUSIONE, IMPEDIRE IL FLUIRE DELLA RADIAZIONI INFRAROSSE DA UN CALORIFERO, CON TENDE, POLTRONE RIDUCE LA QUANTITA' DI CALORE UTILIZZABILE PER IL BENESSERE TERMICO DEGLI ABITANTI.
UN PANNELLO ISOLANTE E RIFLETTENTE SULLA PARETE DIETRO AI CALORIFERI, DIMINUISCE NETTAMENTE LE DISPERSIONI E I CONSUMI DELL'IMPIANTO.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  12 Novembre 2007 - 20:52
 
ciao,
potrebbe essere il colore nero?
Domanda spontanea: ma allora perchè alcuni popoli del deserto vanno vestiti di nero?
ciao
David
Utente: tritoneOV Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tritoneOV
#4  13 Novembre 2007 - 07:41
 
Risposta esatta. Gli oggetti che percepiamo come neri sono tali in quanto assorbono la luce solare in tutte le sue componenti ( i colori dell'arcobaleno). Pertanto gli oggetti neri assorbono energia solare che viene convertita in calore. Esponi al sole una pietra bianca ed una nera di dimensioni simili e dopo un'ora metti una mano su l'una e l'altra. La pietra nera sarà nettamente più calda.
Sul colore dei vestiti dei popoli del deserto non ho adeguate informazioni, posso solo dirti che nel deserto esistono forti escursioni termiche: di notte fa freddo.
Peraltro non è un caso che in tutte le abitazioni del mediterraneo il colore dominante sia il bianco.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46