lunedì 24 maggio 2010

Bio Bombardieri

Su Venerdì di questa settimana un articolo sulla svolta "verde" del Pentagono che sta investendo grandi cifre per ridurre i giganteschi  consumi di energia e di acqua di uno dei più grandi eserciti al mondo.
Non necessariamente è una cattiva notizia: la produzione in massa di pannelli fotovoltaici flessibili , da montare sugli zaini per rendere autosufficienti i tanti avanposti militari USA sparsi per il mondo, può abbasare i prezzi di analoghi pannelli ad uso civile che, ad esempio potrebbero essere usati per caricare le batterie di biciclette a pedalata assistita, durante la loro sosta.
Invece, decisamente inquietante la notizia che, grazie a questa svolta "verde" i i cacciabombardieri F/A 18 SuperHornet volano utilizzando biocombustibili a basso impatto ambientale.
Essere fatti a pezzetti, magari per errore, da una macchina da guerra alimentata con olio di semi di una pianta dal nome mite e gentile quale quello di  "Camelina Sativa" non è per niente consolatorio.

domenica 23 maggio 2010

Compostaggio alla Giapponese

Davide, che mi sembra un esperto agronomo, ha sperimentato il metodo di compostaggio in voga in Giappone di cui abbiamo parlato qualche post fa.

Questo metodo, che li si chiama "Bokashi" , è realizzato in condizioni di scarsa ossigenazione,all'opposto di  da quello che ho illustrato nel mio corso di compostaggio che richiede un elevata e costante apporto di ossigeno (aria).

Ecco i commenti di Davide:

Ho provato il metodo bokashi e posso dire questo:

punto 1: il metodo funziona e bene ma è un pò troppo giapponese (nel senso che è laboriosetto, vedi coltivazione bonsai) adatto quindi a livello domestico per piccole quantità oppure, a livello industriale su vasta scala e grosse quantità!

punto 2: ho sottoposto ad analisi chimica (anche se grossolana) il prodotto finale e il risultato è questo:
il prodotto  (che non chiamerò mai compost in quanto non lo è) è un fermentato ad alto potere CONCIMANTE ma molto instabile e quindi soggetto a rapidissimo deterioramento se non sottoposto a deazotizzazione e humificazione (come consigliato dagli stessi venditori di em che dicono di interrare subito il prodotto), deazotizzazione che altro non è che un compostaggio aerobico.

punto 3: il liquido è un portentoso concime ricco di micro e macro elementi ma non molto dissimile da quello ottenuto da un allevamento di lombrichi (worm farm-worm bin) o da una ipotetica compostiera sollevata da terra e con sistema di raccolta del percolato. Anche questo liquido è molto instabile.

punto 4: a parità di sostanza distribuita, per un kg di compost si ha quasi un chilogrammo di sostanza organica mentre col bokashi,dopo i 7 giorni di deazzotizzazione si rimane con 368 grammi circa quindi il potere fertilizzante e ammendante è molto scarso.

Per esperienza personale posso affermare che il metodo migliore è il compostaggio a freddo che consente l’humificazione mantenendo inalterate le capacita fertilizzanti del prodotto finito e dando un validissimo fertilizzante,ammendante con ottime capacità concimanti.

martedì 18 maggio 2010

Green Wash

Gli inglesi lo chiamano "green wash"; la migliore traduzione che mi viene da fare è "risciacquo verde".
Si tratta della nuova strategia di mercato che ha capito che il consumatore medio apprezza iniziative che lo fanno sentire responsabile nei confronti del degrado del Pianeta.
Ovviamente l'obiettivo principale è vendere di più!
In questi giorni una rinomata azienda che vende acqua in bottiglia, per "risciacquarsi" comunica che per il proprio prodotto usa solo energia eolica.
Questa "risciacquatura" mi sembra assolutamente fasulla: usare energia rinnovabile per produrre bottiglie in plastica vergine "usa e getta" è uno schiaffo al buon senso.
Sono tante le aziende italiane che imbottigliano e vendono carissima  acqua pubblica e che oggi sono in difficoltà per i sensibili cali dei consumi dovuti al fatto che gli italiani cominciano a scoprire quanto è buona ed economica l'acqua del rubinetto.
Per queste aziende avrei una più efficace proposta di "green wash": tutte insieme fare pressione sul governo affinchè anche in Italia si introduca il "vuoto a rendere" riutilizzabile per tutte le bevande lisce e gasate.
In considerazione dei grandi vantaggi ambientali ed energetici di questa scelta, già operativa in mezzo mondo, le bottiglie possono essere anche di plastica, ovviamente un pò più robuste per essere riusate più volte e infine riciclate.
I gestori degli inceneritori non saranno contenti ma i polmoni degli italiani si!

venerdì 14 maggio 2010

Cambio Verde

Dalla fine degli anni '80, la città di Curitiba, capitale dello stato del Paranà ( Brasile sud orientale) con oltre un milione e mezzo di abitanti ha accettato la sfida di uno sviluppo a basso impatto ambientale.
Per la gestione dei materiali post consumo ha promosso il programma “Cambio Verde” che si basa sul farsi carico delle fasce economicamente più deboli  ottenendo  benefici sia per queste persone che per  l’ambiente.
Il progetto "Cambio Verde" è nato dalla necessità di limitare l’inquinamento ed il degrado della città, specie nei quartieri più poveri, e creare contemporaneamente posti di lavoro che dessero la possibilità alle famiglie in difficoltà di mantenersi autonomamente
Le famiglie che portano i materiali post consumo ai centri di riciclaggio ricevono in cambio generi di prima necessità ,come frutta e verdura fresca.
Il "cambio" è 1 chilo di frutta per ogni 4 chili di materiali riciclabili.

Questo permette di sostenere la produzione delle aziende agricole della cintura verde intorno alla città ma anche di trovare destinari alle derrate alimentari della grande distribuzione che, vicine alla scadenza, sarebbero destinate  allo smaltimento.
A Caritiba c'è anche un programma rivolto ai bambini, in cui in cambio dei MPC  riciclabili vengono date attrezzatura per la scuola, giocattoli e cioccolata.
Grazie il suo approccio alla questione dei MPC e in particolare  a "CAMBIO VERDE", Curitiba è arrivata a riciclare il 70% dei sui materiali Post Consumo.
Il denaro ricavato dalla vendita dei materiali viene reinvestito per la città, attraverso programmi di utilità sociale o nella manutenzione del sistema di raccolta differenziata.
Inoltre questo garantisce la raccolta dei rifiuti anche nelle zone in cui è più difficile organizzare una raccolta tradizionale.
Dopo il Brasile,  "Cambio Verde" è arrivato nel Messico nella citta di Morelia, a quando in Italia e magari a Genova, con il coinvolgimento dei tanti cittadini e ospiti in difficoltà economiche che non chiedono elemosine?

martedì 11 maggio 2010

Meglio il Metano delle Biomasse

Il Sindaco di Borgo a Mozzano (LU) mi ha chiesto di dargli una mano per evitare che una vecchia cartiera venga trasformata in una grande centrale a legna (biomasse).
Nel corso delle ricerche, fatte per acquisire documentazione su questo argomento, ho trovato un' interessante documento della Unione Europea che riporta i fattori di emissioni di svariate attività umane, tra queste:  impianti di cogenerazione (elettricità e calore) alimentati a gas naturale (metano) e a biomasse (legna).
I dati riportati in tabella sono molto interessanti e confermano come, a parità di energia prodotta (Giga Joule), il legno sia un pessimo combustibile, con il riferimento al suo impatto ambientale, nettamente maggiore di quello del metano.
Alla faccia di chi continua a credere o a far credere che la combustione delle biomasse sia una scelta "ecologica " e "sostenibile".
Un flebile messaggio ai nostri governanti: che senso ha sovvenzionare con danaro pubblico (i certificati verdi) l'esposizione evitabile a pericolosi inquinanti tossici?
Chiedo scusa, ma personalmente, di fronte a questi numeri sull'inquinamento prodotto bruciando biomasse legnose,  del bilancio neutro (tutto da verificare) degli innocui gas serra (anidride carbonica) prodotti bruciando legna nelle centrali, non me ne può fregare di meno!

Fattori di emissione     (grammi/gigaJoule)

ossidi di azoto        89   (metano)     211 (legna)
PM2,5                    0,9 (metano)       33  (legna)

                                  (nanogrammi/gigaJoule)

diossine                 0,5 (metano)        50 (legna)

giovedì 6 maggio 2010

Compostaggio Condominiale

Avete un bel terrazzo o un bel giardino fiorito e volete autoprodurvi il terriccio che vi serve per coltivare la vostra passione, ma la vostra produzione di scarti di cucina da trasformare in compost è troppo poca?

Se abitate a Genova, avete una interessante opportunità per risolvere il vostro problema: potete realizzare un impianto di compostaggio da mettere a disposizione di altri condomini, avrete una bella compostiera in comodato d'uso e un corso gratuito per una sua perfetta conduzione  e infine, con una semplice autocertificazione,  voi e i condomini che collaboreranno  ad alimentare la  vostra compostiera potrete anche risparmiare una decina di euro sulle rispettive Tariffa rifiuti.

Il compostaggio condominiale è una bella idea del comune di Genova per rilanciare il compostaggio domestico in città; questa proposta  si affianca alla possibilità che i genovesi hanno, forse tra i primi in Italia, di poter fare compostaggio e di godere dei previsti sconti anche disponendo solo di un terrazzo fiorito di almeno 15 metri quadrati.

Per rispettare le norme per lo smaltimento dei rifiuti, il compostaggio condominiale incentivato dal Comune di Genova, prevede che al massimo quattro famiglie dello stesso condominio possano "consorziarsi" per trasformare in compost i propri scarti di cucina.

Con questa proposta  la produzione cittadina di scarti umidi si potrebbe ridurre in modo importante; se non sono molti i genovesi che hanno la fortuna di avere un terrazzo o un giardino fiorito, sono certamente molti di più i genovesi disponibili a fare un piccolo sacrificio per separare gli scarti di cucina e portarli dal vicino dal pollice verde, pur di risparmiare 14 euri all'anno ( lo sconto concesso a chi fa compostaggio domestico).

Ad oggi (2014) quattromila famiglie genovesi hanno fatto richiesta dello sconto per il compostaggio;  tra qualche giorno vi faremo sapere quanti nuovi adepti, diretti ed indiretti, al compostaggio domestico ci saranno in città, grazie a questa nuova campagna promozionale.

E per chi vuole sapere come si può fare compostaggio domestico disponendo solo di un terrazzo o un poggiolo vi rimando al mio sito, dove potete scaricare tutte le informazioni utili per autocostruirvi una compostiera da poggiolo e per gestirla senza problemi.