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lunedì 16 gennaio 2017

Botti di Capodanno e code al Pronto Soccorso

Fig 1 Concentrazioni giornaliere di PM10 in provincia di Napoli 1 gennaio 2017

Il nuovo anno è cominciato con altissime concentrazioni di polveri sottili in gran parte di Italia, certamente attribuibili alla tradizione di "botti", petardi, fuochi di artificio.

In base ai dati forniti dalle centraline in funzione (vedi Fig 1), il record nazionale spetta al paese di San Vitaliano che ospita una delle centraline della rete di monitoraggio campana.

Dalle ore ventiquattro del 31 dicembre 2016 e per tutte le successive ventiquattro ore, a San Vitaliano si sono registrati 392 microgrammi di polveri sottili, PM10, per metro cubo d'aria ( 392 ug/m3)

Per la cronaca, il 30 dicembre a San Vitaliano le PM10 erano a 27 ug/m3, quindi ampiamente al di sotto del livello di guardia di 50 ug/m3.

Dopo la notte dei botti, ci sono voluti quattro giorni per far  rientrare la qualità dell'aria di San Vitaliano nei limiti di legge: 2 gennaio: 89 ug/m3; 3 gennaio: 80 ug/m3; 4 gennaio: 74 ug/m3; 5 gennaio: 46 ug/m3.

Solo il 6 gennaio l'effetto "botti"sembra definitivamente superato, con soli 10 ug/m3 di PM10, forse anche merito dei freddi venti provenienti dalla Siberia che hanno portato la neve al Sud.

San Vitaliano dista circa tre chilometri da Nola e non dubitiamo che anche in questa città, la notte di capodanno "botti" e petardi e relativi fumi carichi di polveri sottili l'abbiano fatta da padroni.

Il sette gennaio il Pronto Soccorso di Nola si riempie di pazienti e in mancanza di letti liberi e barelle alcuni di loro ricevono soccorso sdraiati per terra; il 9 gennaio la drammatica fotografia è su tutti i giornali.
6 gennaio 2017: Pronto Soccorso di Nola (NA)
 La responsabilità del fatto è scaricata sui medici, ma nessuno collega l'anomala affluenza di pazienti con il pesante inquinamento dei giorni prima a causa dei festeggiamenti insieme alla cronica pessima qualità dell'aria di questo pezzo di Campania.

Eppure esiste un' ampia documentazione che ha verificato un aumento significativo di ricoveri ospedalieri d'urgenza, nei giorni immediatamente successivi a picchi di inquinamento da polveri sottili, anche nettamente inferiori a quelli che si sono registrati nel nolano dopo capodanno.

Uno di questi studi viene dalla Svizzera: "Analisi dell'impatto dell'inquinamento da polveri sottili (PM10) sui ricoveri urgenti negli anni 2001-2006."

In sintesi, un aumento di 50 ug/m3 di polveri sottili per due giorni consecutivi comporta un aumento dei ricoveri di urgenza per problemi cardiovascolari del 3 %.

E per cause respiratorio, in prevalenze infettive,  anche dopo sette giorni dal picco delle polveri, il ricovero di urgenza di anziani (più di 65 anni) aumenta del 10 %.

Questo per la Svizzera, con 50 microgrammi di polveri superiori alla norma,  dalle parti di Nola, a causa di botti, tric trac, bombe di maradona... l'aumento di PM10 è stato di oltre 350 microgrammi